Yu Hua “Il Settimo Giorno” 第七天

yu huaLo scrittore cinese Yu Hua ha presentato all’Università Biccoca di Milano il suo nuovo romanzo “Il settimo giorno” (Di qi tian 第七天) in collaborazione con Alessandra Lavagnino e Silvia Pozzi, docenti di Lingua e Letteratura Cinese.

Durante la presentazione Yu Hua si è focalizzato soprattutto dei grandi problemi sociali nella Cina di oggi e del loro riflesso nella vita e nell’interiorità delle persone. A seconda dell’autore “non è mai facile capire un Paese così lontano come la Cina ed è naturale che gli europei ignorino alcuni aspetti di questo paese, ma allo stesso tempo è molto importante anche capire se stessi, la propria dimensione, cosa si pensa di se stessi in questo mondo; se qualcuno riesce a comprendere quale sia la sua passione, come e dove seguirla, ha già fatto molto”. Inoltre Yu Hua ritiene che un’opera letteraria rappresenta un ottimo canale per dialogare con i lettori e aiutarli a capire anche solo una piccolissima parte di Cina, per dialogare sui problemi che Yu Hua ritiene i più importanti: il divario che separa i ricchi dai poveri e l’inquinamento ambientale.

il-settimo-giorno-copertina“Il settimo giorno” 第七天

Un’ironica meditazione sul destino e sul senso della fine, una critica feroce della Cina contemporanea, fra comunismo e ipercapitalismo. Il romanzo Il settimo giorno (Di qi tian 第七天) svela una straniante rappresentazione della controversa realtà cinese attraverso la voce narrante di un defunto che raccontando i primi sette giorni dalla sua morte tocca una serie di casi di cronaca pietosi e assurdi. Con quest’opera Yu Hua torna a riflettere sulla morte.

Yang Fei esce di casa una mattina e trova una fitta nebbia mista a una strana neve luminosa: è in ritardo per la sua cremazione. Inizia così il viaggio nell’Aldilà di un uomo vissuto, troppo brevemente, nella Cina del capitalismo socialista e delle sue aberranti contraddizioni. In un’avventura di sette giorni, il protagonista incontrerà persone care smarrite da tempo, imparando nuove cose su di loro e su se stesso. Conoscenti e sconosciuti gli racconteranno poi la propria storia nell’inferno vero, l’Aldiquà: demolizioni forzate, corruzione, tangenti, feti gettati nel fiume come rifiuti, miriadi di poveracci che pullulano in bunker sotterranei come formiche, traffico di organi, consumismo sfrenato… La morte livella le diseguaglianze, svelando l’essenziale, e i cittadini di questa necropoli soave uscita dalla penna di Yu Hua ci insegnano tutta la semplicità dell’amore.

L’autore utilizza l’espediente narrativo dell’aldilà per raccontare la Cina contemporanea perché: «Solo con questo escamotage mi sembrava possibile raccontare la Cina e anche le sue contraddizioni in così poco spazio, altrimenti avrei avuto bisogno di scrivere un tomo gigantesco, un libro lunghissimo che forse avrebbero letto in pochi».

Yu Hua 余华 nasce il 3 aprile del 1960 nel sud della Cina a Hangzhou. Il suo nome d’arte è composto dal cognome della madre (Yu) e del padre (Hua). I genitori lavoravano presso l’ospedale locale rispettivamente come chirurgo e infermiera-capo. È in questo ambiente tra malati e medici, nel cuore della Rivoluzione culturale che Yu Hua cresce fino all’età dell’adolescenza. Terminata la scuola media si appassiona alla lettura, prima dei “classici rossi”, i romanzi della rivoluzione cinese, poi, quando l’apertura della Cina lo consente, dei capolavori del modernismo straniero. È considerato uno dei migliori autori della nuova generazione. Ha pubblicato Torture (Einaudi, 1997), L’eco della pioggia (Donzelli, 1998), Cronache di un venditore di sangue (Einaudi, 1999), Le cose del mondo sono fumo (Einaudi, 2004), Racconti d’amore e di morte (Hoepli, 2010) e, con Feltrinelli Brothers, in due volumi (2008, 2009), Vivere! (2009), con il quale ha vinto il premio Grinzane Cavour e da cui è tratto il film omonimo di Zhang Yimou del 1994, La Cina in dieci parole (2012) e Il settimo giorno (2017).

Erjona Koldashi  – 欧那那

30 settembre 2017- Confucius day

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Se vi piacerebbe rilassarvi ed al contempo nutrire la vostra passione o curiosità per la cultura cinese, il giorno 30 settembre 2017 dalle ore 14 alle ore 20 all’ East river, sul naviglio Martesana, l’istituto Confucio terrà il “Confucius day”.

Vi intratterranno arti marziali, massaggi, medicina tradizionale cinese, showcooking e per concludere un ottimo aperitivo cinese, si prospetta un evento divertente ed interessante. Ingresso libero

Non mancate.

Giorgia Guaglianone

郭娇佳

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EVENT : Mostra pittorica al museo della Permanente FANG ZHAOLIN… si può’ non vedere

Sono stata con due amici cinesofili  a una visita guidata alla mostra FANG ZHAOLIN . Devo dire che i dubbi che mi sono sorti riguardo questa operazione sono davvero molti . Questa e’ la prima mostra dell’ artista ( non e’ assolutamente un’ artista conosciuta in patria ) . La mostra  ha l’ aria di un messaggio promozionale delle tradizioni pittoriche cinesi e un’ attività commerciale ben fatta. La mostra e’ grande e ben allestita.  Ha pero’ qualcosa di finto , e non molto emozionante . Purtroppo le mie conoscenza di calligrafia sono davvero scarse , e anche le competenze di storia di arte cinese tradizionale. Ma ho l’ impressione che questi quadri siano un po’ piatti e troppo simili gli uni agli altri.  Non consiglio una visita , anche se sono piu’ che pronta a ricredermi ed ascoltare  chi invece voglia contraddirmi e approfondire l’ analisi di questa artista. Ho scoperto inoltre  che il museo della Permanete oggigiorno non e’ un museo con una parte curatoriale con un buona reputazione, ahimè’ e’ un misto di mostre di dubbio valore, in uno spazio che e’ stato glorioso nella Milano anni 50-60 .  ( Angelica ) 

FANG ZHAOLIN

Signora del Celeste Impero

Museo della Permanente, Milano

“Ho viaggiato dall’Oriente all’Occidente,

visitando celebri montagne e grandi fiumi in Europa e Asia.
Con il pennello mi limito ad esprimere le mie sensazioni

verso le cose del mondo”