Fondazione Italia Cina presenta “Vacanze Italiane”, nr. 160 della rivista Mondo Cinese dedicato al turismo cinese in Italia

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La Fondazione Italia Cina e il Politecnico di Milano collaborano in occasione della presentazione del 160esimo numero di Mondo Cinese, rivista scientifica di studi sulla Cina contemporanea in Italia.

Vacanze Italiane è il titolo di quest’ultimo volume, incentrato sull’analisi del fenomeno del turismo cinese in Italia.

La presentazione sarà tenuta Lunedì 30 Ottobre a partire dalle ore 16.30 presso l’Aula Magna del Politecnico di Milano, Edificio 1 – Rettorato, Piazzale Leonardo 32 (20133 Milano). Tale evento vedrà la partecipazione di diversi rappresentanti di istituzioni legate al mondo cinese e a quello italiano, riuniti per discutere del turismo verso Occidente dalla Repubblica Popolare.

PROGRAMMA

16.30     Registrazione

17.00     Inizio lavori

Cesare Romiti, Presidente, Fondazione Italia Cina

Roberto Perocchio, Consigliere di Presidenza e Presidente di Assomarina

Saluti Istituzionali autorita’ cinesi

17.30     Giuliano Noci, Prorettore del Polo Territoriale Cinese, Politecnico di Milano

17.45     Filippo Fasulo, Coordinatore Scientifico, CeSIF, Fondazione Italia Cina

18.00     Simone Sturla, Vice-coordinatore ICTC ( Italy-China Travel Club)

18.15     Andrea Ghizzoni, Director, Europe, Tencent International Business Group        (WeChat)

18.30     Francesco Pesenti Barili, Senior Market Representative – Italy, Representative Office, UnionPay International

Modera: Renzo Cavalieri, Professore di Diritto Cinese, Universita’ Ca’ Foscari, Coordinatore del Comitato Scientifico di Mondo Cinese

Per registrarsi all’evento:

http://www.italychina.org/it/la-fondazione/eventi/2017/10/52/

email: bonati@italychina.org

 

Jacopo Iannelli

Feng Tang: una Cina fuori dagli schemi

Informale, sfrontato, narcisista. Questi gli aggettivi attribuiti a Feng Tang, personaggio mediatico che tra critiche e lodi si è ritagliato una nicchia nel panorama cinese contemporaneo e si mantiene saldo sulla cresta dell’onda.

Classe 1971, Feng Tang è scrittore, traduttore, laureato in medicina ed economia e amministratore delegato della multinazionale McKinsey & Co.

Personaggio, dunque, poliedrico e controverso, ancora poco conosciuto in Italia ma già noto al pubblico cinese per i suoi scritti intrisi di sessualità e irriverenza, Feng Tang sarà in Italia per partecipare al laboratorio di traduzione letteraria dal cinese organizzato dall’Istituto Confucio dell’Università degli studi di Milano e diretto da Silvia Pozzi. 

Martedì 24 ottobre incontrerà gli studenti al Polo di Mediazione Interculturale e Comunicazione, in un incontro dal titolo “Feng Tang: una Cina fuori dagli schemi”. L’incontro è organizzato dall’Istituto Confucio dell’Università degli studi di Milano, in collaborazione con il Contemporary Asia Research Centre e il Dipartimento di Scienze della Mediazione Linguistica e di Studi Interculturali (Piazza Montanelli 1, Sesto San Giovanni) – ore 14:30 – Aula T9. Ingresso libero.

L’autore
Feng Tang nasce nel 1971 a Pechino, dove è ambientata la sua popolare trilogia Felicità, scritto a soli 18 anni, Tutto cresce, e Ho diciotto anni, datemi una ragazza. Il suo romanzo Unità, un’opera semi-pornografica ambientata in epoca Tang, è stato pubblicato a Hong Kong e Taiwan, ma non è apparso in Cina Popolare. Oltre che scrittore e dottore in medicina clinica, Feng Tang è anche traduttore, e come tale ha pubblicato la raccolta Uccelli in volo di Tagore. È stato il primo scrittore della Top20 Grandi autori del futuro, selezionata dalla rivista Renmin wenxue. Le sue opere sono tradotte in inglese, francese e spagnolo. In italiano la rivista Caratteri ha pubblicato il racconto “Dea 1”.

Vi riproponiamo inoltre un’intervista di Feng Tang rilasciata alla China Global Television Network dove parla del suo stile di scrittura e delle sue opere più importanti. Buona visione!

Erjona Koldashi – 欧那那

Lettura inedita dello scrittore Yang Shi di un episodio della sua autobiografia “Cuore di Seta”

Cuore-di-Seta-copertinaIn occasione della cena del blog Cina Milano e amici appassionati del mondo cinese, lo scrittore Yang Shi ci ha onorati con la sua presenza e la lettura di un passo inedito del suo nuovo libro autobiografico   “Cuore di Seta: La mia storia italiana made in China” edito da Arnoldo Mondadori. Volevamo condividere questo momento speciale della serata anche con voi, facendo i migliori auguri a Yang Shi per questa sua nuova avventura!

 

 

Erjona Koldashi – 欧那那

“iChineseinItaly” 意大利的中国人: webserie di documentari sui cinesi in Italia oggi

IChineseinItaly-webdocumentario“iChineseinItaly” 意大利的中国人 (Yìdàlì de zhōngguó rén) sono una web-serie di documentari dagli 8 ai 15 minuti che ci dicono chi sono i cinesi in Italia oggi di Leonardo Cinieri Lombroso e Tseng Kuang. Ogni episodio ci regala un intimo spaccato di vita. Alcuni ci raccontano l’avventurosa emigrazione verso il nostro paese, l’integrazione, le difficoltà incontrate, le tradizioni, le trasformazioni culturali. In altri episodi ci mostrano le storie di ragazzi di una nuova generazione con i corpo cinese e la mente italiana, l’interazione con la nostra società e come i cittadini reagiscono.

Lo scopo è di avvicinarsi, conoscersi, capire quanto la diversità sia invece più vicina di quanto si immagini, costruire un ponte di scambio culturale tra gli italiani e i cinesi. I protagonisti ci faranno scoprire “la loro Italia” e ci racconteranno i loro pensieri sulla Cina vista da un altro continente.

Curiosità e approfondimenti per una serie di brevi documentari che in modo fluente uniranno queste storie, queste vite, lontane dal loro paese di origine ma che trovano una loro identità cinese-italiana. Sono stati ideati i primi 3 episodi:  (1) La mia stella polare”, (2) “Tanto lontano quanto vicino, (3) “Senza di te non esisto”. Attualmente il terzo e il quarto episodio sono ancora in fase di montaggio. La produzione è indipendente: sono alla ricerca di produttori e piattaforme web o TV interessate alla distribuzione.

leonardo lombroso Il film-maker Leonardo Cinieri Lombroso da diversi anni lavora in Asia dove ha realizzato documentari sul cinema asiatico in Corea del Sud, Sud Est Asia e Cina, e documentari narrativi come Doris & Hong (2015) tra l’Italia e la Cina. Potete seguirlo su Twitter @LeonardoCLom

 

teresa-KUANG YITeresa Tseng Kuang ha collaborato con  Rai Expo curando i rapporti Italia-Cina. Come assistente cross-mediale si è occupa del collegamento tra i vari media per conto della struttura della Rai creata per raccontare all’Italia e al mondo l’esposizione universale di Milano 2015. È lettrice di lingua cinese all’Università degli Studi Roma Tre. Come traduttrice cinese-italiano ha lavorato in diversi ambiti diplomatici e istituzionali.

Erjona Koldashi – 欧那那

CHEF J – un angolo di Manciuria a Milano

Siete stanchi di andare al ristorante cinese e ordinare i soliti involtini primavera, riso alla cantonese e pollo alle mandorle? Allora Chef J fa proprio al caso vostro.

Consigliatomi ormai diversi anni fa da una ragazza cinese, questo ristorante mi ha conquistato, tanto da tornarci tuttora con frequenza e sempre in compagnia di familiari e amici che, incuriositi dalle mie lodi, provano la cucina dello chef Bing Chen, uscendo dal locale puntualmente soddisfatti.

Il segreto di Chef J sono proprio le origini del suo cuoco e proprietario. Bing è originario del nord della Cina e propone dunque con grande maestria piatti della sua cucina, quella manciuriana; la proposta del menù è molto ampia e si trovano tanti piatti che non appartengono alla tradizione del sud (in particolare del Zhejiang), tipica della maggior parte dei ristoranti cinesi a Milano.

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I piatti da me consigliati sono: i ravioli misti della casa e i ravioli bolliti di Manciuria, gli spaghetti in brodo con manzo (che si inseriscono nella ricca scelta di zuppe) e, per quanto riguarda le verdure, il “classico” 地三鲜 dìsānxiān, ovvero patate saltate con melanzane e peperoncini, e le verdure miste saltate di Manciuria servite con una sorta di gustose frittelline. Personalmente, però, il piatto da non lasciarsi sfuggire è la coscia di agnello in salsa dello chef che racchiude un mix di sapori deliziosi.

 

Lo chef è un maestro non solo ai fornelli, ma anche in sala, dove talvolta si aggira con cordialità e simpatia (così come il resto dello staff) per accertarsi che il pasto sia di gradimento dei suoi “ospiti” e raccontare qualche simpatico aneddoto; particolare menzione merita il suo sottolineare come la cucina manciuriana abbia, inaspettatamente, delle somiglianze con quella del nord Italia, come ad esempio l’utilizzo della polenta e altre ricette.

Se non dovessi avervi convinto spero lo facciano le foto di alcune prelibatezze del menù!

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Dove si trova? In via Carlo Farini 70. E gli orari? Chef J è aperto praticamente sempre: dal lunedì al sabato dalle 12.30 alle 14.30 per pranzo e dalle 19 alle 23.30 a cena, la domenica invece solo la sera dalle 19.30 alle 23.

 

Jacopo Iannelli